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Titolo
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Nuovo decreto et dichiaratione (1603)
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Titolo originale
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Nuovo decreto et dichiaratione intorno a privilegii et esentioni di Livorno
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Data di inizio
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03/03/2024
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Autore del documento
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Granduca di Toscana
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Consistenza
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1.c
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Lingua
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it
italiano
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Soggetto conservatore
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Archivio Stato di Firenze
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Trascrizione
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it
NVOVO DECRETO. ET DICHIARATIONE INTORNO A PRIVILEGII ET ESENTIONI DI LIVORNO.
Il Serenissimo Gran Duca di Toscana, & per S.A.S. li Molto Magnifici, & Chiarissimi Signori Luogotenente, & Consiglieri nella Republica Fiorentina.
Hauendo S. A. procurato con grandissimo dispendio à benefizio vniuersale, e per sicurezza delli Stati suoi la populatione fortificatione, & moltiplicatione de negozij di mercantie nel Porto, e Terra di Liuorno, con farui fabbricare contrade di Case da concedersi come già se ne sono concesse, e se ne và tuttauia concedendo in vendita à liuello, & in altri modi, & forme, con concessione anco di terreni, vigne, poderi, & altre commodità, e facilità introdotte tutte à benefizio d'essi habitatori, & per continuatione del loro domicilio, & perche si conferui, & moltiplichi la populatione sudetta, & opponendosi à questo buon fine quelli, che doppo l'hauer dato principio al domicilio con compero di Case, e di beni stabili, si risoluono a partirsi, e se ne partono con cauarne emolumenti di dette Case, & beni, & valersene fuori di Liuorno, e suo Territorio.
Per prouedere a questo inconueniente in virtù della presente ordinatione (quale habbia forza di perpetuo inuiolabile priuilegio, & leggi) hanno deliberato, statuito, dichiarato, & voluto publicarsi, & così fanno per il presente Decreto, & Bando publicare, che ogni volta, che alcuno possessore verrà adalieuatione di tutto, ò parte di dette Case, possessioni, ò vigne, & le transferirà à restiero non habitante familiarmente in Liuorno, & suo Territorio, ò che non sia patrone di Naui, ò altro Vascello fabbricato, & reputato del Porto di Liuorno, ò che non sia mercante, il quale per mezzo de suoi Ministri habiti, & con suo nome vi tenga casa aperta, con attenderei à mercanzie. In tal caso la Casa, Vigna, & Possessione sudetta perda, & perdino tutti li priuilegij di Liuorno, & venghino assolutamente sottoposte, come la stipulatione del contratto ancora che se ne fará, à tutte le gabelle Datij, Decime, & impositioni, à che sono sottoposte le Case, & le vigne, possessioni nella Città, & Contado di Firenze, & delle quali si liberino, transferendosene il Dominio in abitanti familiarmente della detta Terra, e Territorio di Liuorno ò in altri delli sopranominati. Et così comandorno, che si osferui, tanto in giudizio come fuora in qualunche occasione ancora dòue si tratti di Contratti fatti innanzì alla presente legge.
Anzi perche s'intende, che molti abusando gli altri priuilegij concessi alli habitatori medesimi di non essere in foro alcuno delli Stati di S. A. astretti à pagare debiti si transferiscono à Liuorno, si fanno segnare nella Dogana; ne piglino la sede, & se ne partono senza habitarui familiarmente in casa propria con loro famiglia, & alli Tribunali di Giustizia gli è menata buona tal fede.
Dichiarorno, & comandorno alli Offiziali del Foro della Mercanzia di Firenze, & à qualunche altro Tribunale di Giustìzia, che menino buona ad alcuno l'esenzione di Liuorno, se nel tempo istesso, che vorrà quel tale valersene, non farà constare per fede autentica cauata allora, & sottoscritta dal C.° della Terra, & dal Proueditore della Dogana di Liuorno con autenticazione dei Caualiere di detto C.°, che questo tale dal giorno, che prese l'esenzione fino à quel tempo habbia continuato, & continui tuttauia di habitare con sua famiglia in casa propria, ò presa à pigione in detta Terra di Liuorno, e tante volte, quante li converrà di nuouo valersi dell'esenzione, deva hauere nuova fede fatta come sopra, ne (come presa in fraude) vaglia l'esecuzione sudetta perche doppo la presente legge, la pigliata dentro al termine di quattro mesi dal giorno del Contratto debito, se di già nel contrarre il debito, non sarà fatta speziale menzione, con espressione tale di cause vere, che escludino la presuntione della fraude sudetta. Mandantes,&c.
Bandito per me Francesco Guidalotti Banditore questo di 11. di Settembre 1603.
In Firenze, appresso gli heredi di Giorgio Marescotti. 1603.
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Citazione bibliografica
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Frattarelli Fischer, L. – Castignoli, P., Bandi per il popolamento di Livorno 1590 - 1603, Cooperativa edile «Risorgimento», Livorno 1998.
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Autore della riproduzione digitale
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it
LUDiCa
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Data della riproduzione digitale
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1603
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Formato
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.pdf
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ESC - Ente schedatore
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it
LUDiCa
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Autore della scheda
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it
LUDiCa
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Data creazione della scheda
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15/04/2026
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ha luogo Ambito Territoriale
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it
Firenze
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Identificativo
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Archivio di Stato di Firenze, Leggi e bandi, Appendice, vol. 80, n. 32; Biblioteca Universitaria di Pisa, ms. 473, n.10