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    <dcterms:title><![CDATA[The Long 18th century of Greek Commerce in the Habsburg Empire: Social Changes]]></dcterms:title>
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    <dcterms:title><![CDATA[La diaspora greco-albanese nei principati italiani]]></dcterms:title>
    <dcterms:description><![CDATA[<p align="justify"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/15/Albania%2C_Dhermi.jpg/1280px-Albania%2C_Dhermi.jpg" style="width: 480px; height: 360px; margin: 1px 2px; float: right;" /><strong>Nel Regno di Napoli</strong></p>
<p align="justify">Nell’estate del 1535 Carlo V, re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero visita il regno di Napoli e affronta la situazione dei rifugiati greco-albanesi, che in grande numero si erano rifugiati nel regno a seguito della occupazione ottomana della cittadina di greca di <strong>Corone</strong>. <br /><br />I coronesi formavano un gruppo piuttosto eterogeneo, formato sia da greci che da albanesi. Nel <strong>1536</strong>, Carlo V concede a questa ampia comunità dispersa nel regno di Napoli lo status di "nazione" con specifici privilegi e franchigie.</p>
<p align="justify">I rifugiati levantini si installano preferibilmente nelle aree rurali, dove più agilmente possono sottrarsi alle istituzioni preposte al controllo dei comportamenti sociali e religiosi e perché avrebbero potuto godervi&nbsp;esenzioni e franchigie.</p>
<p align="justify"><strong>Nel Granducato di Toscana</strong></p>
<p align="justify">Nel dicembre 1580 un gruppo di albanesi spedisce dalla cittadina di <strong>Chimarra</strong> (in albanese Himarë, in greco Χειμάρρα, Himarra) un dispaccio a&nbsp;<a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-i-de-medici-granduca-di-toscana_(Dizionario-Biografico)/" onclick="window.open(this.href, '', 'resizable=yes,status=no,location=no,toolbar=no,menubar=no,fullscreen=no,scrollbars=yes,dependent=no'); return false;"><strong>Francesco I&nbsp;Granduca di Toscana</strong></a>.</p>
<p align="justify">Gli albanesi, che si dichiarano discendenti diretti di <strong>Giorgio Castriota Scanderberg</strong>, chiedono sostegno militare contro gli Ottomani, ma si dichiarano al contempo disponibili a trasferirsi in Toscana e diventare sudditi del Granduca. Francesco I accoglie questa seconda richiesta e progetta di stanziare gli albanesi nei pressi dell'attuale borgo di <a href="http://www.colonizzazioninterne.com/neatline/fullscreen/colonizzazioninterne#records/48" target="_self">Paganico</a>.</p>]]></dcterms:description>
    <dcterms:creator><![CDATA[Giampaolo Salice]]></dcterms:creator>
</rdf:Description><rdf:Description rdf:about="http://storia.dh.unica.it/risorse_omc/items/show/3414">
    <dcterms:title><![CDATA[Arsenije III Čarnojević]]></dcterms:title>
    <dcterms:creator><![CDATA[Giampaolo Salice]]></dcterms:creator>
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    <dcterms:title><![CDATA[<p>La "Grande Migrazione Serba" del 1690</p>]]></dcterms:title>
    <dcterms:description><![CDATA[<p align="justify">Alla fine del XV secolo i Turchi hanno ormai conquistato tutte le terre abitate da popolazioni serbe, ad eccezione di Croazia, Slavonia e parti della Dalmazia che appartengono all'Ungheria e la costa dalmata che è invece controllata da Venezia.</p>
<p align="justify">Sono numerosi i Serbi che, per sottrarsi al dominio ottomano, emigrano verso le provincie vicine. La migrazione segue due direttrici principali: verso Est (Dalmazia) e verso nord (Slavonia e Ungheria). Il flusso migratorio si attiva dopo la conquista turca di Serbia (<span>1459</span>) e Bosnia (<span>1463</span>), ma dopo la presa di Belgrado (1521) e la battaglia di Mohacs (1526), in cui i turchi sconfiggono gli ungheresi, assume grandi proporzioni. I Serbi si stanziano in <strong>Ungheria</strong>, nel <strong>Banato</strong>, nello <strong>Srem</strong> (o Syrmia, nella <strong>Slavonia</strong> orientale, tra i fiumi Save e Danubio), in <strong>Ba[)c]ka</strong> (tra Theiss and Danube), nella <strong>Baranya</strong> (tra Danube e Drave). <br /><br />Intanto, gli <strong>Asburgo d'Austria</strong> trasformano il sud dell'Ungheria e la Croazia nella frontiera con l'Ottomano e vi installano i migranti serbi, facendone dei coloni-soldati cui sono riconosciuti particolari privilegi.&nbsp;<br /><br />I serbi trasferiti in <strong>Dalmazia</strong> giocano un ruolo simile al servizio della Repubblica di Venezia, sempre in funzione anti-turca. <br /><br />La città di <strong>Ragusa</strong>, invece, formalmente soggetta ai Turchi&nbsp;con cui traffica in regime di quasi monopolio, è punto di riferimento sia per i croati cattolici che per i serbi ortodossi. Anche il <strong>Montenegro</strong> del Cinquenceto&nbsp;è terra turca (nella provincia di Scutari), insieme a <strong>Bosnia</strong>, e <strong>Erzegovina</strong>. <br /><br />A seguito della conquista di Smederevo (1459), il Patriarcato di <strong>Peć </strong>viene abolito e la chiesa serba perde la sua indipendenza,&nbsp;perché unita a quella greco-bulgara&nbsp;di Okhrida (nel sud Macedonia). I<span>l Patriarcato di&nbsp;</span><strong>Peć&nbsp;</strong>viene restaurato solo nel 1557, diventando col tempo uno dei centri principali di organizzazione anche politica della diaspora serbo-ortodossa, specialmente in funzione anti-ottomana.<br /><br />La situazione evolve nel secondo Seicento dopo il fallito assedio turco di Vienna (1683) e con l'esplodere del conflitto&nbsp;tra la <strong>Lega Santa</strong> (Austria, Venezia, Polonia e Russia) e <strong>Impero</strong> <strong>Ottomano</strong>. In questo momento i serbi dalmati e quelli della Herzegovina si sollevano contro i turchi.&nbsp;Mentre i serbi dalmati e montenegrini si battono sotto le insegne della Repubblica di Venezia, i turchi invadono la Serbia e il Montenegro, reprimono le rivolte nel sangue, si impadroniscono del tesoro del Patriarcato di <strong>Peć</strong> e traggono in arresto il leader dei serbi, <a href="http://www.colonizzazioninterne.com/items/show/3414" target="_blank">Arsenije III</a>, che verrà poi rilasciato dietro riscatto.</p>
<p align="justify">Nel 1688 gli Asburgo occupano <strong>Belgrado</strong> e prendono la Serbia. Ma nel 1690 i turchi la riconquistano e innescano la migrazione di circa 37 famiglie serbo-ortodosse verso le terre dell'impero asburgico, guidate proprio da <a href="http://www.colonizzazioninterne.com/items/show/3414" target="_blank">Arsenije III</a>.&nbsp;L'immigrazione è favorita dall'imperatore <strong>Leopoldo I d'Asburgo</strong> che, il 21 agosto dello stesso anno,&nbsp; fa pubblicare una "lettera di invito" a tutte le nazione balcaniche perché si stanzino sulle sue terre.<br /><br />Circa <strong>70 mila serbi</strong> si riuniscono a Belgrado e nel settembre oltrepassano il fiume <strong>Sava</strong> e il <strong>Danubio</strong> per raggiungere l'attuale Vojvodina. Ai serbi verranno assegnate terre nella Slavonia (Croazia orientale) e nello Srem.</p>]]></dcterms:description>
    <dcterms:creator><![CDATA[Giampaolo Salice]]></dcterms:creator>
    <dcterms:bibliographicCitation><![CDATA[Forbes, Nevill, David Mitrany, David G. Hogarth, e Arnold J. Toynbee. The Balkans: A History of Bulgaria, Serbia, Greece, Rumania, Turkey. 2004 (e-book). Clarendon Press, 1915.]]></dcterms:bibliographicCitation>
</rdf:Description><rdf:Description rdf:about="http://storia.dh.unica.it/risorse_omc/items/show/3418">
    <dcterms:title><![CDATA[<h3>Costituzioni, e capitoli della nostra chiesa eretta in Livorno, etc.</h3>]]></dcterms:title>
    <dcterms:title><![CDATA[<p><em>Διαταγαι και συνθηκαι της ἐν Λιβορνῳ ἐκκλησιας των ὀρθοδοξων Ἀνατολικων Γραικων</em></p>]]></dcterms:title>
    <dcterms:description><![CDATA[<iframe width="450" height="500" style="border: 0px;" frameborder="0" scrolling="no" src="https://books.google.it/books?id=MQXhoNkxPoIC&amp;lpg=PA24&amp;ots=hgmPyXVLWP&amp;dq=motu%20proprio%20del%2014%20luglio%201757%20greci&amp;hl=it&amp;pg=PA1&amp;output=embed"></iframe>]]></dcterms:description>
    <dcterms:date><![CDATA[1775]]></dcterms:date>
</rdf:Description><rdf:Description rdf:about="http://storia.dh.unica.it/risorse_omc/items/show/3419">
    <dcterms:title><![CDATA[<h3>Statuti, e regolamenti della nazione, e confraternità greca stabilita nella città, e porto franco di Trieste</h3>]]></dcterms:title>
    <dcterms:title><![CDATA[<em>Ὁροι, και διαταγαι του γενους και της ἀδελφοτητος των Γραικων κατοικων εἰς την πολιν και λιμενα ἐλευθερον του Τριεστιου, etc.</em>]]></dcterms:title>
    <dcterms:description><![CDATA[<iframe width="450" height="500" style="border: 0px;" frameborder="0" scrolling="no" src="https://books.google.it/books?id=xm4gYyetrCsC&amp;hl=it&amp;pg=PA1&amp;output=embed"></iframe>]]></dcterms:description>
    <dcterms:date><![CDATA[1787]]></dcterms:date>
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