Il culto e la festa di San Lussorio

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Il culto e la festa di San Lussorio

Descrizione

Secondo l’antico martirologio geronimiano del VI secolo, la festa di San Lussorio era celebrata il 21 agosto, giorno in cui, nel 304 d.C., morì da martire nelle campagne di Selargius. Già all’epoca di papa Gregorio Magno (590 d.C - 604 d.C), il culto per il santo era molto diffuso nell’Isola; nell’ XI secolo,si diffuse anche in Toscana - dove è noto con il nome di San Rossore -, dopo che i pisani, al tempo dominanti in Sardegna, trasportarono le sue reliquie nella loro città, presso la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri. Ancora oggi, numerosi paesi isolani, celebrano la festa in onore del santo - Santu Lussurgiu, Fordongianus, Borore, Arbus, solo per citarne alcuni - e, tra questi, vi è Nuraminis: qui, da tempo ormai immemorabile, dal 20 al 23 agosto, si svolge sa festa manna, la festa principale. I giorni precedenti sono frenetici e il paese intero, grazie al lavoro del comitato de is obreris, si addobba con bandierine e lampadine colorate; le due chiese coinvolte, la parrocchiale e la campestre dedicata al santo, sono ornate di vessilli e bandiere. Negli stessi giorni, il simulacro del santo, conservato tutto l’anno in una nicchia della chiesa parrocchiale, viene lavato con un panno imbevuto di vino e, privato del suo mantello più semplice, viene vestito con quello della festa, rosso vivo e preziosamente ricamato. In capo, gli viene posta un’aureola in argento, risalente al 1830, e, sulla mano sinistra, fissata una palma, anch’essa in argento. Stesso trattamento ricevono le due piccole statue dei santi Camerino e Cesello, collocati, poi, ai lati del simulacro del santo esposto su una pedana all’interno della chiesa parrocchiale.
Il 20 di agosto è noto come sa dì ‘e su espuru, il giorno della vigilia in cui risuona su toccu ‘e sa processioni, il suono delle campane che richiama i fedeli in parrocchia per la prima messa; dopo la celebrazione, parte la solenne processione che accompagna il simulacro di San Lussorio fino alla chiesa campestre, a pochi chilometri dal paese. Il corteo è accompagnato dal rosario recitato in sardo, con cori alternati di uomini e donne; canto che viene seguito, all’arrivo, da is goccius de santu Sciori, altro canto dialettale, in rima, che narra la vita e le gesta del santo. I fedeli entrano lentamente in chiesa per poter baciare le reliquie del santo e, successivamente, ritornano in paese percorrendo il cammino già fatto; ed è qui che la festa continua, con gare poetiche in campidanese disputate da esperti cantadoris.
Il 21 agosto, la festa si svolge intorno alla chiesa campestre dove, dopo una breve processione nel boschetto circostante, si celebra la messa; nel pomeriggio si sussegue, senza tregua, il pellegrinaggio dei fedeli nuraminesi e non. Nelle campagne circostanti, su una pista allestita per l’occasione, si svolge una gara ippica il cui premio - un tempo una misura di stoffe pregiate - è una somma di denaro; terminata la gara, al crepuscolo, si celebra un’altra messa a cui segue la processione che riporta il simulacro del santo, accompagnato dallo scoppiettio dei mortaretti e dalla scorta armata dei carabinieri, alla chiesa parrocchiale. I festeggiamenti proseguono, per tutta la notte, tra ricchi banchetti, spettacoli e intrattenimenti.
Il 22 agosto, detto de santu Scioreddu, la festa si svolge tutta in paese, con la processione tra le sue vie e la messa cantata concelebrata da diversi sacerdoti; durante la serata, proseguono gli intrattenimenti tra cui, fino agli anni ‘80, il più seguito era su pinnioni, una sorta di albero della cuccagna.
Il 23 agosto, sa dì ‘e sa porra, tra ulteriori spettacoli e musiche, si conclude la festa.
Tempo addietro, l’importanza della festa - ancora fortemente sentita dalla popolazione locale - era data dal suo segnare l’inizio dei nuovi contratti agrari: era, infatti, per San Lussorio che si effettuava s’accodrada, cioè si prendeva servizio presso i proprietari terrieri che assumevano, per l’anno successivo, la manodopera necessaria ai lavori agricoli e domestici.

Copertura territoriale

Comune di Nuraminis

Editore

L.U.Di.Ca

Autori della scheda

Erica Luciano, M. Eleonora Prinzis

Fonte bibliografica o d'archivio

Sarais Alessio, Nuraminis. Le chiese e le feste, Edizioni Grafica del Parteolla, Nuraminis 2005.

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