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Descrizione è esattamente
La statua è stata restaurata nel 1993 dalla restauratrice Luisa Figari.
Nella parte superiore alla statua vi sono raffigurate la croce e una lancia, simboli della passione di Cristo.
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Statua del Cristo deposto La statua lignea del Cristo deposto, verosimilmente dell'ultimo scorcio del XVII secolo, è conservato all'interno di una pregevole teca del secolo successivo. Si trova sulla parete di fondo della prima cappella a sinistra della chiesa che deve al simulacro ligneo il suo nome, anche se negli scritti di monsignor Spiga viene chiamata anche Cappella delle anime. La cappella è tra tutte la più buia e spoglia. La statua lignea del Cristo morto, adagiato su un panno violaceo, è posizionata sopra un semplice altarino. Adagiate sul muro ci sono la croce nera in legno massiccio e le due scalette laterali che vengono usate durante i riti della Settimana Santa. Infatti, questo simulacro viene utilizzato nelle celebrazioni della Settimana Santa e viene portato in processione per le strade del paese la sera del venerdì Santo. Il simulacro è di pregevole fattura, tra i più antichi di quelli custoditi in parrocchia, che rappresenta il Cristo, quasi a grandezza naturale, con gli occhi chiusi ed un viso disteso nella serenità della morte. Evidente è la ferita del costato da cui sgorgano gocce di sangue dipinte sul fianco. Il corpo, cinto da una fascia verdognola, appare dilaniato dai tormenti della passione ed irrigidito nell'immobilità della morte. Il Cristo deposto presenta, inoltre, i fori nelle mani e nei piedi e le braccia snodabili per poter essere inchiodata e schiodata dalla croce, nel rito chiamato de Su Scravamentu.