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Vademecum per la mostra Descrizione delle opere della mostra "Ai Weiwei. Libero"
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Ai Weiwei secondo Francesco Bonami "Ancora un ritratto scritto da Francesco Bonami, preso dal suo ultimo libro pubblicato da Electa. Sotto il suo stiletto stavolta finisce l'artista-architetto cinese Ai Weiwei"
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I gommoni sgonfi del furbo Ai Weiwei Duro articolo critico di Francesco Bonami riferito a Reframe
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Firenze, i gommoni dell’artista Ai Weiwei sulle facciate di Palazzo Strozzi. Scoppia la polemica: “Scempio”. Ma l’esperto Montanari apprezza: “Valore politico fortissimo” "Fa discutere l'installazione dell'attivista per i diritti civili cinese, una delle 60 opere che comporrà la mostra "Ai weiwei. Libero", e che sarà ospitata nei prossimi mesi in vari spazi del capolavoro dell'architettura rinascimentale. L'iniziativa vuole richiamare l'attenzione sulla questione dei migranti, ma non convince tutti. Su Facebook è partita la disputa tra favorevoli e contrari, ma lo storico dell'arte plaude l'iniziativa"
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Ai Weiwei (biografia) Biografia di Ai Weiwei a cura dell'Enciclopedia online Treccani
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Ai Weiwei. Chinese activist and artist Biografia e opere di Ai Weiwei su Encyclopedia Britannica
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La madre dell’ucciso Articolo sull'episodio di cronaca che ispirò Francesco Ciusa nella realizzazione della scultura La madre dell'ucciso
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Dedica a Francesco Ciusa Immagine con dedica autografa di Sebastiano Satta a Francesco Ciusa "Io son Francesco, il padre della madre/Dell'ucciso, e son l'avolo del figlio.../Così a vent'anni, puro come un giglio/Divento nonno prima d'esser padre.... Bustianu"
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Lapide della casa natale di Francesco Ciusa Lapide della casa natale di Francesco Ciusa, in piazza San Carlo, Nuoro
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Sebastiano Satta e Francesco Ciusa Fotografia di Sebastiano Satta e Francesco Ciusa
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Francesco Ciusa Fotografia di Fancesco Ciusa
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CIUSA, Francesco Voce del Dizionario Biografico on-line della Treccani su Francesco Ciusa
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«Per nonno Francesco Ciusa» Articolo su Pietro Ciusa, nipote diretto di Francesco Ciusa, che vuole aprire a Nuoro un Museo e costruire una Fondazione in onore del nonno
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Ai Weiwei in Florence and Amsterdam: Crossing
national, artistic and ethical borders? "Ai Weiwei is a crucial political artist in our time. Currently, his exhibitions are
prominently present in two cities of the two countries where our research is
based: Italy and the Netherlands. Because his artwork addresses refugee
migration, we visited the exhibitions to see how his work represents current social
issues related to migration. In this post that we based on our observations, we
explore ways in which Ai Weiwei’s art connects to our research: the study of
migration in oral and visual memory."
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Inaugurazione del Foro Mussolini Riprese del Cinegiornale Luce in occasione della manifestazione inaugurale del Foro Mussolini dedicato allo sport
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Transversal Spaces: The Intersection of Renaissance
and Contemporary Art in Florence
"ABSTRACT
The article investigates examples of transcultural and transtemporal cultural
encounters brought about by the deliberate assemblage of iconic objects in
the city of Florence, and in the process interrogates issues of authenticity,
identity, place-making, and transcultural and transtemporal dialogues.
Specifically, Palazzo Strozzi and Piazza della Signoria will be the focus of
the debate. These two sites, together with their symbolic value and works of
art will be looked at at the moment in which their space is shared by works
of reputed and acclaimed international contemporary artists such as Ai
Weiwei, Bill Viola, Jan Fabre and Jeff Koons. The meeting of diverse artistic
practises generates a debate that talks directly to issues of cultural identity,
and opens up new spaces of aesthetic and ethical apperception based on
intersection and transformation. The article engages issues of aesthetic
validation, and invites a reflection on the ability of a whole city and community
to negotiate a sense of identity and value in the face of global and
international forces.
RIASSUNTO
In questo saggio si studiano intersezioni transculturali e transtemporali facilitate
dall’ assemblaggio di oggetti iconici a Firenze, e in special modo nel
contesto di Piazza della Signoria e di Palazzo Strozzi. Verrano prese in considerazione
problematiche quali autenticità, identità, progettualità urbana, e
quelle legate al dialogo transculturale e transtemporale. Piazza della Signoria
e Palazzo Strozzi saranno visti nel loro insieme di simboli iconici e artistici, e
nel momento in cui il loro spazio viene ad essere condiviso dal lavoro di
importanti artisti internazionali quali Ai Weiwei, Bill Viola, Jan Fabre and Jeff
Koons. L’incontro tra pratiche artistiche eterogenee innesca riscontri e reazioni
che si ricollegano direttamente all’identità culturale, e determina nuovi spazi
di percezione estetica ed etica basati su esperienze di intersezione e di
trasformazione. Il saggio si interroga su modalità di giudizio estetico, ma invita
anche ad una riflessione sulle capacità di un’intera città, Firenze, di ripensare
valori identitari e culturali alla luce di movimenti e tendenze internazionali e
globalizzanti."
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AI WEIWEI. LIBERO Presentazione mostra
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Fondazione Palazzo Strozzi | Mostre ed esposizioni d'arte La Fondazione Palazzo Strozzi offre un ricco programma di eventi culturali e mostre dal grande rilievo internazionale.
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Firenze. E’ polemica per la mostra “Ai Weiwei. Libero” – Radio Toscana Fa già discutere a Firenze l’installazione dell’attivista per i diritti civili cinese, una delle 60 opere che comporrà la mostra “Ai Weiwei. Libero”, e che sarà ospitata nei prossimi mesi in vari spazi della città. L’iniziativa vuole richiamare l’attenzione sulla questione dei migranti, ma non convince tutti dato che sulla facciata di Palazzo Strozzi sono stati appesi una serie di gommoni rossi. Sui social network è partita la disputa tra favorevoli e contrari e noi allora siamo andati a sentire cosa ne pensa la gente.
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Cagliari: statua Carlo Felice rossoblù per salvezza Vestizione della statua per festeggiare la permanenza in serie A della squadra di calcio cagliaritana.
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Stein Richard G. Scheda biografica dell'architetto Richard Stein
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Nivola Costantino Scheda descrittiva dell'artista e scultore sardo Costantino Nivola.
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Cortile della Edward C. Blum Public School 46 Cortile di una scuola con elementi molto simili all'area ricreativa delle Wise Towers.
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Sand-casting Nivola è tra i non molti scultori che hanno aggiunto una nuova tecnica di esecuzione alla serie di quelle già esistenti: si tratta del sand-casting, col quale esegue le sue opere di maggiore impegno a partire dagli anni Cinquanta. Il sand-casting è un tipo di rilievo ottenuto con un procedimento piuttosto semplice, cui l’artista arrivò quasi per caso, giocando con i figli sulla spiaggia di Springs. La forma viene modellata in negativo sulla sabbia; su di essa si versa poi una colata di gesso (nei modelli e nelle sculture piccole) o di cemento (nelle opere più grandi), che asciugandosi dà vita al rilievo definitivo. Questo può essere arricchito dal colore aggiunto nell’impasto. In un primo momento i sand-cast, realizzati con sabbia marina, includevano piccole conchiglie e sassolini che ne animavano la superficie. Erano però anche molto fragili, per via del sale contenuto nella sabbia, e tendevano a sfaldarsi e a sgretolarsi; forse anche per questo conosciamo pochi esemplari relativi alla prima fase di utilizzo della tecnica. Successivamente Nivola perfezionò il procedimento, adattandolo all’esecuzione di grandi opere monumentali. Dapprima, per evitare che il peso della colata distruggesse la matrice in sabbia, versava un leggero strato di cemento bianco liquido, per consolidare la superficie. Quindi stendeva con la cazzuola uno spessore di cemento di due-tre centimetri sui vuoti più ampi. Dopo l’applicazione di una cassaforma con una struttura in ferro, munita di attacchi per consentire di sollevare e appendere l’opera finita, seguiva la gettata vera e propria, versata direttamente dalla betoniera. Il pannello, una volta asciutto, veniva sollevato con la cassaforma, che, chiusa, si trasformava in una cassa da imballaggio. I rilievi venivano quindi trasportati con gli stessi mezzi e alle stesse condizioni assicurative degli altri materiali da costruzione: Nivola aveva introdotto una “normalizzazione” della tecnica della scultura che la equiparava nei fatti alle altre pratiche da cantiere, cancellando la distinzione fra l’opera
dell’artista e quella del muratore. Montati a comporre pannelli anche di dimensioni eccezionali, i rilievi erano in grado di resistere bene all’esposizione agli elementi grazie alla ruvidezza delle superfici in cemento. Dal punto di vista degli effetti formali, il sand-casting si prestava alla ricerca di forme sintetiche ed elementari, ma anche – attraverso la moltiplicazione di piani obliqui e di giochi di negativo-positivo – alla creazione di quei sottili trapassi luministici in cui l’artista era maestro; ed è sorprendente notare come da un materiale grezzo e inerte Nivola abbia saputo ricavare inattese morbidezze e perfino preziosità di modellato quali quelle che si osservano ad esempio nel grande pannello Olivetti del 1953. Inoltre, questa tecnica permetteva allo scultore di conciliare una volontà di immediatezza e spontaneità esecutiva con quel rigore e quella compostezza che caratterizzano tutta la sua opera. Alla fine degli anni Cinquanta, Nivola cominciò a sperimentare un diverso trattamento del cemento, consistente nell’intagliare il blocco allo stato semisolido (cement carving). Ancora una
volta, si tratta di una tecnica semplice e spontanea, che permette di instaurare una continuità fra l’intervento scultoreo e i normali procedimenti costruttivi. L’artista se ne serviva per la realizzazione di figure compatte e geometricamente squadrate, memori delle scomposizioni cubiste.
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Bozzetto per "La bambinaia" Bozzetto scultoreo