La Trivenere | fontana

di Dario Bassu

Nonostante l’assetto urbanistico piuttosto confuso, causato dall’assenza di un piano ordinato, dall’abusivismo edilizio, e dall’estensione su sette canali sub divo (allo scoperto), Olbia presenta svariati punti di interesse.

Alcuni di questi facevano già parte della primordiale conformazione urbana e si sono evoluti di pari passo con la città attraverso i secoli.

La piazza Matteotti

Di questi luoghi uno sicuramente fondamentale, sia dal punto di vista sociale che per il significato profondo che rappresenta in relazione alla natura della città, è Piazza Giacomo Matteotti.

L’area su cui sorge era già inclusa all’interno della cinta muraria punica e della successiva conformazione romana. Solo nel XX secolo lo spazio acquista il suo volto attuale.

Nel primo dopoguerra vennero costruiti Piazza Vittorio Emanuele e l’annesso Mercato Civico, uno dei nuclei del commercio olbiese. I bombardamenti della primavera 1943 ridussero in macerie la gran parte della città causando ventidue morti e numerosi feriti.

La ricostruzione non fu rapida. In qualche decennio si registrarono il riassetto e l’espansione dello spazio urbano spinto dallo sviluppo economico e industriale.

Piazza Vittorio Emanuele venne riedificata e in parte modificata. Fu intitolata al deputato Giacomo Matteotti, assassinato dai fascisti il 10 giugno 1924 per aver denunciato gli abusi da loro perpetrati in occasione delle elezioni di quell’anno.

La Trivenere

Ancora più carica di significato è l’opera che venne sistemata al centro di piazza Matteotti: la Trivenere.
Realizzata dall’artista olbiese Salvatore Varrucciu (Olbia, 3/12/1937-30/06/2014), detto Varalto.

Nel 1990 l’artista aveva progettato il nuovo assetto della piazza su commissione del Comune, allora retto dalla giunta del democristiano Gian Piero Scanu. A memoria dell’evento furono poste alcune targhette sulla muratura della vasca.

La Trivenere è una statua-fontana sistemata su un piedistallo esagonale dalle forme geometriche quadrangolari e circondato da una vasca circolare in muratura. La statua raffigura tre Veneri unite che sorreggono un’ampolla dalla quale sgorga l’acqua, usata come simbolo di Olbia.

A confermare tale interpretazione è il sindaco della città Settimo Nizzi, secondo il quale l’acqua era, ed è ancora, la risorsa fondamentale di pescatori ed arsellatori.

Le opere, inoltre, individuano nell’acqua il bene indispensabile per la vita, che può essere distribuito alla gente. Questo è il significato dell’ampolla dal quale zampilla l’acqua e delle piccole cascate della vasca.
La piazza è stata di recente al centro di alcuni fatti di cronaca, anche poco edificanti. Risse e degrado hanno caratterizzato il luogo, anche a causa della sua posizione defilata rispetto al centro cittadino, rendendola terra di nessuno.

Abbandono e riscoperta

Qualche tempo fa un malfunzionamento lasciò la fontana senz'acqua e la città senza uno dei suoi simboli più rappresentativi. Nonostante il problema fosse facilmente risolvibile, la Trivenere rimase senza acqua per diversi anni.

La giunta comunale dell’allora sindaco Gianni Giovannelli sembrava non preoccuparsi del problema, attirandosi le critiche da parte dei cittadini e dei giornali locali.

Fu la giunta comunale successiva del sindaco Nizzi a ripristinare l’acqua e, cosa ancora più importante, a restituire l’identità ed il significato più profondo alla piazza.

I lavori riportarono la fontana al suo stato originario e l’intera zona venne pulita e rimessa a nuovo. Venne inoltre apposta una targa per commemorare l’artista Varalto e il suo operato artistico per la città. la posa della targa è avvenuta alla presenza della famiglia Varrucciu.

Gli interventi e le iniziative per questo punto di riferimento della città non si sono fermati qui.

Il Comune è in procinto di avviare un progetto in accordo con i commercianti e gli imprenditori del posto per il presidio della piazza con mercatini e altre attività. L’obiettivo è vivacizzare la zona e scongiurare nuovi atti vandalici e molestie ai danni di cose e persone.

Un’iniziativa ludica e sociale, oltretutto, sta venendo sviluppata in questi giorni con l’allestimento di una giostra con cavalli per bambini.

Si ringraziano l’attuale sindaco di Olbia Settimo Nizzi per la disponibilità nel rilasciare un’intervista utile a ricostruire le vicende degli ultimi anni del luogo, e la Biblioteca Comunale Simpliciana di Olbia per i testi utili a scopi bibliografici.

Bibliografia

Dionigi Panedda, Nino Solinas (fotografie), Olbia e il suo volto, Carlo Delfino editore, Sassari, 1989, pp. 11, 104, 117.

Da Olbìa ad Olbia: 2500 anni di storia di una città mediterranea, a cura di Eugenia Tognotti, Atti del Convegno internazionale di Studi Olbia, 12-14 Maggio 1994, vol. 3, Chiarella, Sassari, 1996, pp. 58, 59, 110.

Giuseppe Pisanu, Olbia punica e il mondo tirrenico, Bollettino di archeologia online, 2010.

Sitografia

Angela Galiberti, Varalto: a un anno dalla morte, la Trivenere è abbandonata, Olbiapuntoit. Quotidiano sardo, ultima consultazione 28 giugno 2021.

Angela Galiberti, Olbia, mega rissa in piazza Matteotti: il centro è terra di nessuno, Olbiapuntoit. Quotidiano sardo, ultima consultazione 28 giugno 2021.

Angela Galiberti, Olbia, Piazza Matteotti: sopralluogo del sindaco per la fontana, Olbiapuntoit. Quotidiano sardo, ultima consultazione 28 giugno 2021.

Olbia, targa ricordo in piazza Matteotti in memoria di Varalto. La cerimonia nel giorno in cui l'artista avrebbe compiuto 79 anni, La Nuova Sardegna, ultima consultazione 28 giugno 2021.

Olbia, l'acqua torna a zampillare nella fontana di piazza Matteotti. Il sindaco chiama anche la banda musicale per festeggiare la nuova vita della Trivenere realizzata da Varalto, La Nuova Sardegna, ultima consultazione 28 giugno 2021.

In piazza Matteotti spunta una giostra per bambini. “Portiamo le famiglie in centro contro le bande di teppisti, Olbianova. Primo giornale online di Olbia, ultima consultazione 28 giugno 2021.

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