Intervista Antonio Esposito Ordine Mercedario

Contenuto

Titolo
Intervista Antonio Esposito Ordine Mercedario
Intervistato
Antonio Esposito
Intervistatore
Benedetta Secci
Contesto di realizzazione
Cagliari
Data della registrazione
12 ottobre 2025
Luogo dell'intervista
Santuario di Nostra di Bonaria
Durata
00.07.47
Apparecchiatura di registrazione
Microfono e cellulare
Norme di accesso alla fonte
Libero per fini di studio e di ricerca
Descrizione e temi trattati
L’intervista si apre con il racconto della nascita dell’Ordine Mercedario nel 1218 a Barcellona. La guida ha sottolineato come il fondatore dell’Ordine, Pietro Nolasco, fosse un laico, ribadendo più volte che la santità fosse accessibile a tutti. Nolasco era un ricco mercante di stoffe che, viaggiando, si rese conto della diffusa povertà e della schiavitù presenti nel mondo, da questa consapevolezza nacque un profondo cambiamento nella sua vita, che lo portò a donare i propri beni ai poveri e ai prigionieri.
Secondo il racconto, Pietro Nolasco ebbe successivamente una visione della Madonna della Mercede, che gli chiese di fondare un ordine religioso dedicato al riscatto degli schiavi. Iniziò così, insieme ai suoi compagni, a raccogliere denaro per pagare il riscatto dei prigionieri. Tra le figure centrali vi era il cosiddetto frate cercatore, incaricato a reperire le somme necessarie e di consegnarle per la liberazione degli schiavi. La guida ha inoltre spiegato che molte opere presenti nella sagrestia raffigurano proprio queste scene: i frati trattavano con i saraceni, che spesso richiedevano somme sempre più elevate. In alcuni casi, il responsabile della questua offriva persino la propria vita in cambio della liberazione del prigioniero. Tra il Trecento e il Quattrocento, secondo quanto riferito, circa cinquecento frati mercedari persero la vita in modo violento, impiccati, bruciati vivi, lapidati o squarciati nel tentativo di riscattare gli schiavi.
Un episodio particolarmente significativo per la Sardegna riguarda i carlofortini, deportati in Tunisia e riscattati uno alla volta dai padri mercedari. Per questo motivo ancora oggi, i carlofortini si recano a Cagliari portando la Madonna dello Schiavo, in segno di ringraziamento alla Vergine e ai padri mercedari per la liberazione dalla schiavitù.
L’intervista si chiude con un invito di Antonio Esposito alla popolazione a visitare il Santuario di Bonaria e a scoprirne la storia; infine, esprime il suo consenso alla pubblicazione dell’intervista per fini di studio e di ricerca.
Lingua
Italiano
Autore della scheda
Benedetta Secci
Data schedatura
17/01/2026
Collezione
ASMSA | Schiavi