Intervista a Umberto Cocco

Contenuto

Titolo
Intervista a Umberto Cocco
Intervistato
Umberto Cocco
Intervistatore
Benedetta Secci
Contesto di realizzazione
Sedilo
Data della registrazione
9 gennaio 2026
Luogo dell'intervista
Sedilo
Durata
00.24.15
Apparecchiatura di registrazione
Microfono e cellulare
Norme di accesso alla fonte
Libero per fini di studio e di ricerca
Descrizione e temi trattati
L'intervista si apre con una breve presentazione del giornalista Umberto Cocco. Fin dall’inizio ha collegato il culto di San Costantino alla schiavitù in Sardegna, facendo riferimento alla leggenda sullo schiavo di Scano Montiferro, liberato da San Costantino e che, in segno di gratitudine, avrebbe costruito la chiesa sul Monte Isei. Secondo il giornalista Cocco, a Scano Montiferro questa memoria è forse più viva rispetto a Sedilo, dove invece vengono tramandate diverse storie locali, come quella secondo cui San Costantino avrebbe salvato il paese dall’imposizione di tasse da parte dell’esercito piemontese.
Tuttavia, l’esperto ha ammesso di non conoscere molti dettagli sul collegamento diretto tra il culto e la schiavitù.
Si è poi soffermato sull’importanza del culto di San Costantino, sottolineando come oggi abbia assunto grande rilevanza, talvolta eccessiva, mentre in passato non rappresentava la devozione principale. Negli anni Duemila, l’amministrazione aveva commissionato una ricerca agli archivisti di Cagliari, dalla quale emerse che fino all’Ottocento il nome Costantino non veniva attribuito ai figli appena nati. Se il culto fosse stato così centrale, sostiene Cocco, il nome sarebbe stato più diffuso. In effetti, esso compare tardivamente ed è presente soprattutto in alcune zone della Sardegna come Sassari, Olzai e Orotelli, non lontano da Sedilo.
Per quanto riguarda gli ex voto presenti nella chiesa, il giornalista afferma che molti sono scomparsi nel tempo, in parte perché alcuni sacerdoti non li ritenevano esponibili e in parte perché fino a pochi anni gli ex voto da parte dei sedilesi erano molto rari.
Secondo l’esperto, il culto non apparteneva realmente alla comunità sedilese fino al Novecento, quando il paese decise di appropriarsene, soprattutto in relazione all’Ardia. Oggi, infatti, il rito risulta fortemente centrato sull’Ardia stessa, mentre la devozione verso San Costantino appare marginale, soprattutto tra i giovani, e teme che in futuro questa tendenza possa accentuarsi ulteriormente.
L’intervista si è conclusa con il consenso alla pubblicazione per fini di studio e di ricerca.
Autore della scheda
Benedetta Secci
Data schedatura
20/01/2026
Collezione
ASMSA | Schiavi