Porto di Portovesme

Contenuto

Titolo
Porto di Portovesme
tipologia
Struttura architettonica
Data costruzione
1890
Descrizione
Il Porto di Portovesme fu costruito su diretta richiesta dell’allora Presidente, della Società mineraria di Monteponi dal 1862 al 1877, Conte Carlo Baudi di Vesme.
Nel 1850 il minerale veniva trasportato per essere imbarcato al porto di Cagliari con costi molto elevati . Il Porto di Portovesme, situato nella località Is Canneddas, fu creato per l’imbarco dei minerali, su imbarcazioni a vela chiamate bilancelle, verso il porto di Carloforte .

Il 10 dicembre 1870 Baudi di Vesme comunicò, attraverso una lettera, che all’inizio dell’anno era stata autorizzata la costruzione di una via ferrata per il trasporto dei minerali al mare di Portoscuso. Tuttavia, si aveva la necessità di avere una concessione permanente di uno sbocco al mare di un canale (e anche di un magazzino), situato a circa un chilometro da Portoscuso, nella località detta delle “Cannelle” per l’imbarco dei minerali della Società Monteponi. Baudi di Vesme affermò che i lavori avrebbero reso il luogo prescelto meno malsano perché avrebbe consentito uno scolo alle acque stagnanti.

La Società, inoltre, si sarebbe fatta carico privatamente delle spese per i lavori di costruzione del porto . L’ufficio tecnico governativo della provincia di Cagliari in data del 23 febbraio 1871 rispose alla richiesta di concessione del Conte Baudi di Vesme affermando che ci sarebbe stata una visita locale da un impiegato dipendente dall’ufficio .

La richiesta di costruzione del porto fu approvata da parte del Ministero delle Finanze, con l’approvazione dei piani annessi con nota diretta alla intendenza di Finanza di Cagliari, il 31 luglio del 1871 .
Per un periodo, della durata di quindici anni, che andava dal 1 gennaio del 1876 al 31 dicembre del 1890, alla Società Mineraria di Monteponi venne concessa la costruzione di un Magazzeno nella località delle Cannelle e di un canale per lo sbarco e imbarco dei minerali , al prezzo di ottanta lire da pagare in rate semestrali anticipate. La Società ebbe in concessione un tratto di lido pari a 8232, 63 mq.
La concessione non poteva essere sospesa per oltre due anni. L’atto venne stipulato presso la prefettura di Cagliari dal “Corpo Reale del Genio Civile” il 9 settembre del 1879, successivamente approvato con un decreto del Ministero delle Finanze in data 18 novembre 1879 e registrato dalla Corte dei Conti il 26 dello stesso mese .

La Società, tuttavia, aveva delle prescrizioni ben precise nei confronti del canale.
Il concessionario, infatti, doveva lasciare libero il passaggio lungo le coste, non poteva ereggere muri lungo la parte concessagli o per tutta la lunghezza del canale; aveva la prescrizione di tenere in perfetto stato di conservazione l’area della sponda concessagli espurgando il canale e il suo imbocco dalle alghe marine per prevenirne agglomerati; aveva l’obbligo di stabilire un passaggio per il transito dei pedoni attraverso la costruzione di una passerella mobile; inoltre doveva facilitare l’approdo di barche di matrice statale .

Tuttavia, la Società Monteponi disattese alle prescrizioni stabilite dalla concessione del 9 settembre 1879 perché, al fine di evitare agglomerazioni di alghe marine, fece erigere dapprima delle palizzate in legno, ma le alghe con le forti raffiche di vento passavano attraverso i pali, e successivamente si passò alla costruzione di un muro di pietra per evitare lo scavalcamento delle alghe.

La costruzione del muro venne bloccata, così come la concessione del tratto di canale, dalla Capitaneria di Porto di Cagliari nel 1883, in virtù del fatto che la Società non aveva chiesto preventivamente l’autorizzazione per l’erezione della struttura in pietra parallelamente alla direzione del canale.
Ma avendo esigenza di completare la muratura in pietra e continuare ad avere un approdo al mare per il carico e scarico del minerale, la Società Mineraria presentò la domanda per una concessione supplettiva di spazi acquei.
La Società per sanare l’abusiva occupazione dal marzo 1883 di 5808 Mq dovrà pagare alle casse dello Stato 174, 24 lire.
La domanda di regolarizzazione venne accolta positivamente dal Ministero della Marina e dalla intendenza della finanza di Cagliari che venne registrata il 13 luglio del 1886.

Venne concessa, alla Società mineraria di Monteponi, una superficie di 7576,00 mq nella spiaggia di Cannelle ripartita rispettivamente in 5808 mq di superficie della parte già occupata con i lavori in muratura fatti, e 1768 mq superficie che la si domandava per il proseguimento della costruzione della Diga . Il pagamento del canone annuo da parte della Società Mineraria era pari a 76 lire. Quest’ultima concessione ebbe inizio dal 9 giugno 1886 e come termine ultimo il 31 dicembre 1890, così come quella del 9 settembre 1879.

Il 3 aprile del 1891 la Società Mineraria di Monteponi chiese il rinnovo dei due contratti scadenti il 31 dicembre 1890, con una maggiorazione dell’arenile da 8.232,63 mq fino a 11.600 mq. Il Ministero della Marina stipulò il nuovo atto di concessione il 10 maggio 1892, dalla durata di quindi anni, a partire dal 1 gennaio 1891 con scadenza prevista per il 31 dicembre 1905.

Il canone annuo previsto era di 200 lire da pagarsi in rate semestrali. Quest’ultima concessione ebbe lo scopo di provvedere al deposito dei minerali della Società Monteponi e anche di fornire un riparo alle barche che avrebbero eseguito il carico dei minerali, materiali e passeggeri per l’Isola di Carloforte.

A seguito dell’ultima concessione del 10 maggio 1892, la Società Mineraria di Monteponi, nel gennaio 1902, richiese in vendita una sezione di 12.334 mq di arenile a Portovesme che venne accettata dal Ministero della Marina e dal Comando della Guardia di finanza per la vendita al prezzo di 617.20, da maggiorare al fine di poter continuare e concludere la trattativa per la vendita.

La Società Mineraria di Monteponi riteneva però che il prezzo imposto per l’acquisto fosse elevatissimo, trattandosi di terreni paludosi e non atti ad alcuna coltura, inoltre, il prezzo stabilito era il quintuplo dei prezzi dei terreni circostanti che erano valutati al prezzo di 100 lire per ettare, nonostante questo la società per aderire alla richiesta espressa propose una maggiorazione del prezzo a 650.

La vendita non andrà a buon fine perché il 1 marzo 1907 la Società Mineraria di Monteponi chiese il rinnovo della concessione di 22.890 mq per conservare le opere di deposito e approdo in quella zona, con canone annuo di lire 200. La concessione avrebbe avuto la durata di 12 mesi dal 1 gennaio 1906 fino al 31 dicembre 1906, registrato a Cagliari il 6 giugno del 1907.

Dal 1882 al 1915 le spese affrontate dalla Società di Monteponi per il potenziamento del canale furono molteplici; costruzione di vasche per il deposito di acqua, magazzini, costruzione di alloggi per il personale e Servizio imbarchi, costruzione di un faro e di una nuova stazione, pulizia e sistemazione del piazzale, bonifica palude, costruzione di una gru.

Nel corso del 1915 i traffici marittimi raggiunsero circa 400.000 tonnellate l’anno, per questo motivo il porto di Portovesme passo allo stato e fu considerato demaniale .
Riferimenti bibliografici
Efisio Loddo, “Is Canneddas, dalla palude all’industria”, pettirosso editore, 2021.
Autore della scheda
Beatrice Basciu
Data schedatura
2024/08/05

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