Su Pisu. Un forte contro gli ultimi corsari

a cura di Beatrice Basciu

Forte Su Pisu in foto d'epoca

Forte Su Pisu

Atto di finanziamento del fortino "Sa Guardia de Su Pisu"

Il Forte Su Pisu fu costruito tra il 1813 e 1815 per proteggere i soldati e la popolazione di Sant’Antioco dagli attacchi dei corsari barbareschi. 

Le risorse per la costruzione del forte non erano tante e per questo furono imposte delle tasse apposite. Nel primo Ottocento, il Consiglio Comunitativo di Sant'Antioco supplicava il viceré di provvedere alle spese per la costruzione del fortino. 

Gli abitanti di Sant’Antioco, infatti, erano stati “spogliati” dalla invasione tunisina del 1812 e si temevano altre incursioni che avrebbero potuto trarre in schiavitù la popolazione. Gli antiochiesi non potevano contare in danaro contante, ma solo contribuire con la propria manodopera alla costruzione di una struttura che li proteggesse.

Per questo la Comunità chiese anche al viceré di obbligare coloro che avevano dei beni a Sant’Antioco a contribuire alla costruzione del nuovo fortino, che doveva erigersi nel sito detto “Sa guardia de Su Pisu.

Tuttavia, il Forte Sabaudo venne completato anche con un finanziamento a carico della popolazione di Sant’Antioco. I lavori vennero diretti prima dal capitano d’artiglieria Capson e, successivamente, del comandante della Reale Artiglieria Efisio Melis Alagna

Questi, originario di Cagliari, si era formato a Torino ed era incaricato della difesa del paese attraverso l’organizzazione della cavalleria e dei miliziani. 

Nel 1814, quando l'architettura era quasi ultimata, il sindaco antiochiese Diana chiese al viceré di dotarla di cannoni e munizioni da guerra. La costruzione del forte venne ultimata nell’estate del 1815.

Deliberazione del Consiglio Comunitativo per la costruzione di un Fortino per gli abitanti di Sant'Antioco

Deliberazione del Consiglio Comunitativo per la richiesta di ultimazione del Fortino

Caduti battaglia del 16 ottobre del 1815

Interviste a Andrea Scibilia

La notte del 15 ottobre 1815 al tramonto comparve sulle acque dell’Isola di Sant’Antioco una flotta tunisina che mise in allarme tutta la popolazione. La flotta era già stata avvistata la sera prima dal comandante dei barracelli Lepori, ma la segnalazione era stata ignorata perché le navi battevano bandiera inglese. 

La mattina del 16 ottobre del 1815 sette grosse navi da guerra, accompagnate da altre più piccole, si presentarono nel golfo di Palmas, nella località de sa punta de s’alliga.

Il comandante Melis si accorse dello sbarco perché il fortino del Ponte aveva iniziato a sparare delle cannonate.  Dal naviglio tunisino scesero dei corsari che attaccarono la laguna.

Gli abitanti di Sant’Antioco si rifugiarono nelle campagne e il capitano della flotta tunisina ordinò l’assedio del forte.

Le memorie dell'evento parlano di circa sette ore di battaglia. 

Durante l’incursione il comandante Melis perse la vita, mentre i suoi dpdici suoi uomini rimasero feriti. Gli altri soldati, che precedentemente si erano rifugiati nel forte, furono condotti schiavi a Tunisi.

Si evince da diverse testimonianze orali che circa quattrocento corsari vennero uccisi e che furono seppelliti nella zona delle catacombe. Anche la sorella di Alagna, Angelina, fu fatta prigioniera.

Circa 158 abitanti di Sant’Antioco furono catturati e portati come schiavi a Tunisi.

Vennero rilasciati, insieme ad Angelica, grazie al pagamento di un forte riscatto.

BIBLIOGRAFIA

Scibilia, Andrea. «S. Antioco: ripopolamento e sviluppo dal 1750 al 1840». Università degli Studi di Cagliari, 1999.