Autografo del re di Sardegna Vittorio Emanuele I (1802-1821) concernente il modo di procurarsi un reddito in Sardegna
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Sembrandomi cosa oportuna, ed anche necessaria che un Re, senza esser obligato di agravare i suoi Popolo con imposti per la sua manitenzione abbia però i mezi di mantenersi lui e la sua famiglia colla decenza che gli conviene, ed anche di esser di solievo a molta gente necessitosa dello stesso paese, mi è venuto in pensiere la seguente maniera di otener un tale scuopo.
Vi sono in Sardegna dei si imenzi incolti, de quali nessuno aprofitta per la dificoltà di aver bracia per coltivarli. Li scolatizi delle acque non dirette vi formano de' pantani che producono la malaria che rende poi l'abitazione della gente impossibile ivi nell'estate. |
Qualora si trovino le bracia necessarie per coltivar detti tereni tutto ad un tratto per un estesa considerabile con farvi nel centro un amasso di popolazione riunita si possono derivare li scolatizi nocivi in canali che tolgano l'acqua dalle paludi, e la dirigano nei siti che sono incolti per mancanza della medesima.
Ora assegnando al Re un'estesa grande di detti siti incolti in luogo ove l'aria sia non intieramente intemperiosa il Re penzerà poi lui a procurarsi nella seguente maniera le bracia necessarie per coltivare detti terreni. Chiamerà delle compagnie di soldati svizeri, tedeschi ed italiani coi loro ufiziali a' quali distribuirà detti tereni da lavorare essi diveranno li suoi diretori agenti, e massari procurare di spedirli in Sardegna con tutti li utenzili di campagna necessari farà in modo che vi siano tra essi li stessi mastri da muro, falegnami, ferrai ed altri mestieri necessarj per la fabricazione stessa degli abitati.
Queste compagnie resteranno per conseguenza compaglie provinciali non pagate, poiché si corisponderà in tereno la loro sussistenza senza sborso di danaro s'aumenterà in tal modo la popolazione, ed essi si atacheranno ed afezioneranno moltissimo alla loro nuova patria, si avrà cura di unirli in matromonj co' naturali ed aparentandoli seco loro.
Per animarli si può loro accordare i primi anni del raccolto, indi metterli sul piede de' massarj in Piemontese che il padrone del sito ha la | metà del raccolto e li massari l'altra metà ed il 2° raccolto. Nel primo inverno incomincieranno a farsi le abitazioni e lavorar appieno un estesa di qualche considerazione attorno agli abitati e dare li scoli e direzioni necessarj alle aque, ciò che renderà l'aria … salubre pel primo estate da potervi abitare, vi si formerà un ospedale sul piede di quelli de' regimenti ed il capellano del regimento ne sarà il parroco. Vi si stabilirà un ritiro pe' ragazzi maschi, ed uno per le femine per darle una cristiana educazione ed aprendo loro de' mestieri utili, si destinerà anche un terreno per redito fisso della cura dell'ospedale, e di dette case d'educazione, indipendenti da' terreni che sarebbero del Re, ma nello stesso circondario. |
Se i miei fratelli trovassero uno stabilimento simile buono anche per loro si potrebbe formar loro un apanagio in simil maniera per essi uno nel capo di Caliari uno in quello di Sassari, e l'altro nel concentrico. Io sono di sentimenti che a poco a poco anche li stessi possidenti sardi potrebbero trovar grande utilità di formare nelle loro vaste e spopolate possessione simili stabilimenti ed il regno acquisterebbe un aumento di buoni sudditi e de' regimenti provinciali che non costerebbero un soldo alle finanze.
Tanto il Re, come li principi, e li padrono di tali colonie dovrebbero stabilivisi delle | case di campagna per potervisi portare a vedere i loro interessi, a fuori conoscere dalle popolazioni, a mantener in vigore li stabilimenti che vi si dovrebbero fare osservare con tutta l'esateza per non lasciarvi poi introdurre li abusi che sogliono poi introdursi in tutti li stabilimenti anche migliori, se non vi si bada coll'andar del tempo.
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