Il gruppo di ricerca, costituito da docenti di discipline storiche diverse ma affini, garantisce la copertura di un vasto arco temporale (secc. XIII-XX) e per ambiti di ricerca complementari: storia dell’economia, della politica, del diritto, della cultura e della conservazione archivistico-documentaria. Tramite l’assegnazione di assegni/borse di ricerca è previsto uno specifico reclutamento di personale selezionato per realizzare specifici approfondimenti.
Le ricerche dirette verteranno soprattutto su:
- Fonti contabili di enti ecclesiastici e “luoghi pii” della Toscana tardo-medievale e rinascimentale, conservate in grandi quantità sia nei fondi degli archivi di stato (es. “Conventi soppressi”) sia nelle sedi archivistiche originarie (es. Ospedale degli Innocenti di Firenze). Uno sguardo comparativo allargato anche ad altre realtà italiane (es. Milano visconteo-sforzesca con il macroscopico esempio dell’Ospedale Maggiore; Venezia e la Terraferma veneta con i cospicui enti religiosi e assistenziali di Padova, Treviso, Vicenza e Verona; Roma pontificia; Napoli e il Regno con il fenomeno delle Annunziate) permetterà di meglio contestualizzare i risultati del vaglio documentario.
- Fondo della curia arcivescovile nell’Archivio storico diocesano di Cagliari: in particolare le due serie dei libri Diversorum (1070-1761), confezionati da più mani in momenti diversi. La prima serie è costituita da documenti originali e in copia, riguardanti privilegi, donazioni, amministrazione delle proprietà, decime, disposizioni arcivescovili. Molti di questi rappresentano le uniche attestazioni di proprietà e privilegi della Curia cagliaritana. Si intendono studiare i caratteri estrinseci e intrinseci dei Diversorum, rintracciando le ragioni e i momenti di creazione, le modalità di copia e di conservazione anche attraverso la collazione con altri documenti.
- Costituzioni sinodali e visite pastorali italiane del tardo Medioevo: il loro studio aiuterà a comprendere come il tema della gestione del patrimonio e della ricchezza materiale delle chiese fosse considerato un fattore di qualità delle istituzioni ecclesiastiche. Per la prima età moderna il lavoro consisterà nello studio della produzione di autori cattolici (italiani e iberici) del XVI e XVII secolo che dedicarono ampie riflessioni, tra diritto canonico e teologia, al tema della formazione, della conservazione e dell’uso della ricchezza. A proposito di quest’ultimo aspetto si approfondirà il tema della committenza artistica.
- Fonti contabili e giuridiche riguardanti la gestione dei benefici ecclesiastici del tardo Settecento e del periodo preunitario, conservate nell’Archivio di Stato di Firenze (Segreteria del Regio Diritto, principale istituto di salvaguardia del giurisdizionalismo). Saranno poi fondamentali le delibere delle Commissioni miste (Ministero degli affari ecclesiastici 1814-1859 e Ministero di Grazia e Giustizia: gestione “economale” delle diocesi). Per quanto riguarda il trattamento dei beni ecclesiastici nel Concordato del 1929, si ricorrerà ai fondi del Ministero di Grazia e Giustizia (Archivio Centrale dello Stato) e a quelli della Segreteria di Stato nell’Archivio Apostolico Vaticano.
Il progetto avrà una visibilità e concreta attuazione attraverso convegni e seminari articolati secondo le quattro linee guida indicate nella descrizione generale. In quelle occasioni, ogni tema sarà enucleato grazie al contributo sia dei partecipanti al progetto sia di esperti dei rispettivi settori di ricerca, dando una speciale preferenza a giovani studiosi e a neo-dottori di ricerca che siano in grado di fornire apporti significativi e soprattutto originali. Ognuno dei quattro incontri darà luogo a una pubblicazione sotto forma di monografia o sezione speciale all’interno di una rivista scientifica. Un convegno generale, dal taglio interpretativo e storiografico, tirerà le fila conclusive.
