Il Progetto

Progetti › La ricchezza della Chiesa

(ITA)

La storia d’Italia è spesso legata alle vicende economiche e patrimoniali della Chiesa cattolica e degli enti religiosi e assistenziali. A parte la Sede pontificia e la Camera Apostolica, attorno alla quale si coagularono e prime vere banche d’affari italiane al tempo della rivoluzione commerciale basso medievale, i vescovadi, monasteri, conventi, confraternite, ospedali, enti elemosinieri e monti di pietà cumularono per secoli ingenti proprietà immobiliari, rendite fondiarie, affitti di case, botteghe e opifici, titoli del debito pubblico, diritti signorili e fiscali, all’interno di una cornice giuridica tutelata e disciplinata dal diritto canonico.

I fondi archivistici degli enti ecclesiastici e dei luoghi pii italiani traboccano di documentazione giuridico-amministrativa, gestionale e contabile, al punto che le funzioni spirituali e assistenziali sembrano sommerse da una realtà più materiale e prosaica. L’organizzazione dei lavori agricoli, le forme di conduzione della terra, l’andamento dei prezzi dei beni di prima necessità, il mercato del credito, i livelli salariali dell’edilizia e tanti altri aspetti delle economie urbane e rurali sono stati studiati proprio grazie alle fonti prodotte e conservate dalla Chiesa nel suo complesso, senza considerare le funzioni assistenziali delegate ai luoghi pii dalle autorità civili. Questa massiccia presenza della Chiesa nel contesto socioeconomico italiano è stata alimentata per secoli tanto da donazioni, lasciti testamentari ed elemosine elargite da un’ampia e variegata schiera di privati laici quanto da contribuzioni erogate dalla mano pubblica e dai ‘corpi intermedi’ come le corporazioni di mestiere. Dal mondo imprenditoriale laico i luoghi pii hanno talora mutuato pratiche amministrative e gestionali, agendo sul mercato quasi come soggette aziendale. Per questa ragione, nel passaggio dalla tarda età moderna al mondo contemporaneo con le soppressioni di molti enti religiosi fra Sette e Ottocento, la dimensione economica e patrimoniale è stata un punto nodale dei neonati regimi concordatari e un delicato argomento di discussione nei rapporti tra Stato e Chiesa sino a tempi recentissimi.

Il progetto, pensato in ottica diacronica, intende studiare il patrimonio materiale come chiave di lettura fondamentale per capire i rapporti tra la Chiesa nelle sue varie forme e le autorità secolari: i conflitti giurisdizionali e fiscali, la circolazione dei modelli di gestione dei beni, i principi giuridici e i sistemi di valori messi in gioco nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio saranno quindi il punto d’osservazione per rileggere, nel lungo periodo, le interazioni tra autorità della Chiesa e poteri secolari dal XIII secolo sino al pieno Novecento.

Un occhio di riguardo sarà riservato alla costituzione degli archivi in quanto strumenti di pratiche gestionali, ma anche depositi di una memoria che è al tempo stesso amministrativa, storica e identitaria.

(ENG)

The history of Italy is often linked to the economic and patrimonial affairs of the Catholic Church and religious and charitable institutions. Apart from the Papal See and the Apostolic Chamber, around which the first true Italian business banks formed during the low medieval commercial revolution, bishoprics, monasteries, convents, brotherhoods, hospitals, charitable organizations, and pawnshops accumulated vast real estate properties, land revenues, house rents, workshops, public debt securities, lordly and fiscal rights for centuries, all within a legal framework protected and regulated by canon law.

The archival funds of Italian ecclesiastical and pious institutions are overflowing with legal-administrative, managerial, and accounting documentation, to the point that their spiritual and charitable functions seem overwhelmed by a more material and prosaic reality. The organization of agricultural labor, land management practices, fluctuations in the prices of basic goods, the credit market, construction wage levels, and many other aspects of urban and rural economies have been studied precisely thanks to the sources produced and preserved by the Church as a whole, without considering the charitable functions delegated to pious institutions by civil authorities. This massive presence of the Church in the Italian socio-economic context has been fueled for centuries both by donations, legacies, and alms given by a wide and varied group of lay individuals, as well as by contributions provided by the public hand and ‘intermediate bodies’ such as trade corporations. From the lay business world, pious institutions sometimes borrowed administrative and managerial practices, acting on the market almost as corporate entities.

For this reason, in the transition from the late modern era to the contemporary world, with the suppression of many religious institutions between the 18th and 19th centuries, the economic and patrimonial dimension became a key issue in the newly formed concordat regimes and a delicate topic of discussion in the relations between Church and State up to very recent times.

The project, conceived from a diachronic perspective, aims to study material heritage as a fundamental key to understanding the relationships between the Church in its various forms and secular authorities: jurisdictional and fiscal conflicts, the circulation of asset management models, legal principles, and value systems involved in the safeguarding and enhancement of patrimony will thus be the focus for reinterpreting, over the long term, the interactions between Church authorities and secular powers from the 13th century to the late 20th century.

Particular attention will be given to the formation of archives as instruments of managerial practices, but also as repositories of a memory that is simultaneously administrative, historical, and identity-forming.