Littoral de Sardegna (1581-1852)

a cura di Mariangela Rapetti


 

Una fonte preziosa e le sue origini

L’Archivio Storico Comunale di Cagliari conserva un manoscritto contenente la Relatione de tutti li territori, et Costa maritima et luochi nominati cargatori, recante sulla coperta il titolo Littoral de Sardegna.

Il manoscritto risale al 1582 ed è frutto di una lunga indagine compiuta da Don Giovanni Battista de Lecca (probabilmente siciliano), che tra il 1581 e il 1582 visitò il Regno di Sardegna, raccogliendo informazioni e stilando questo dettagliato resoconto. La relazione, scritta in italiano, fu presentata alla Luogotenenza del Regno di Sardegna. Il manoscritto conservato dall’Archivio Storico Comunale è una copia autenticata dal notaio cagliaritano Fernando Sabater, nella cancelleria della Luogotenenza, il 14 luglio 1582. Il Littoral de Sardegna non è un libro portolano propriamente detto, seppur contenente riferimenti geografici puntuali e dettagli utili al navigatore per procedere lungo le coste, con le indicazioni su porti, scali, capi e litorali. Oltre alla descrizione del territorio e della costa di mare, illustrata a partire da Cagliari e proseguendo verso occidente fino a rientrare al porto di Cagliari, la relazione del de Lecca contiene numerose informazioni sulla distribuzione delle colture, sulle peschiere, le saline, su porti e scali, sulle località abitate e su quelle abbandonate, sulle torri costiere e sui siti nei quali erano soliti ‘imboscarsi’ i corsari barbareschi. 

L’autore arricchisce lo scritto con diversi consigli relativi alla sicurezza e alla produttività del Regno, dando così forma a un lavoro nato probabilmente dalla collaborazione di persone che conoscevano le caratteristiche delle zone costiere e dell’entroterra sardo. Ester Gessa, nel 1998, ha ben definito la caratteristica di questo manoscritto: 

pur mancando di una rappresentazione cartografica, è un lavoro esauriente, frutto di una lunga ed evidente opera di rilevamento sul territorio 

 


Per un Maestro Portulano sardo

La relazione di Giovanni Battista de Lecca è, invece, legata a una riflessione sulla possibilità di riorganizzare l’arbitrio frumentario e di istituire nel Regno di Sardegna la carica di Maestro Portulano, conformemente all’omonima magistratura siciliana, con il compito gestire i permessi di esportazione del grano e di controllare il sistema dei porti (detti caricatori) destinati a questo tipo di commercio. Tra i compiti del Maestro Portulano, rientrava anche il coordinamento dei vice-portulani, responsabili dei porti caricatori. 
Giovanni Battista de Lecca propone per la Sardegna l’istituzione di diciotto porti caricatori: Cagliari, Pula, Malfatano, Teulada, Sant’Antioco, Frumentorgiu (Porto Palma), Oristano, Bosa, Alghero, Porto Torres, Castello Aragonese (Castelsardo), Porto Larghia (Porto Mannu), Arzachena, Terranova (Olbia), Posada, Orosei, Sarrabus e Carbonara.

Nonostante l’interesse del re Filippo II, la Magistratura del Portulano non fu mai istituita in Sardegna. Tuttavia, grazie anche dalle indagini del de Leca si arrivò a nuove disposizioni sull’arbitrio frumentario (prammatica del 9 luglio 1589).


 

In questa sezione di ASMSA, abbiamo mappato i luoghi costieri descritti nel manoscritto originale. Esplorando la mappa, potrai scoprire le corrispondenze tra i toponimi usati dal de Lecca e i nomi geografici odierni.


 


 

Approfondimenti bibliografici

Gessa, Ester. «L’isolachenonc’era, l’isolachesarà». In L’Isola dell’Asinara. La storia, l’ambiente, il parco, a cura di Michele Gutierrez, Antonello Mattone, Franca Valsecchi. Poliedro, 1998, p. 16.

Manconi, Francesco. La Sardegna al tempo degli Asburgo. Secoli XVI-XVII. Nuoro: Il Maestrale, 2010, pp. 321-322.

Mattone, Antonello. «Il regno di Sardegna e il Mediterraneo nell’età di Filippo II. Difesa del territorio e accentramento statale». In Filippo II e il Mediterraneo, a cura di Luigi Lotti e Rosario Villari. Editori Laterza, 2003, p. 213, n. 155.

Serreli, Giovanni. «La lunga pianificazione del sistema di difesa costiera del Regno di Sardegna». In Defensive architecture of the Mediterranean, a cura di Marco Giorgio Bevilacqua e Denise Ulivieri, XIII: 271–78. Pisa: Pisa University Press, 2023, p. 275-276.


 

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